giovedì 31 ottobre 2013

Scherzetto ... angoloso!!

Proprio in tema di Halloween ,anche se più adatto all'estate, ecco un gioco in cui devi spruzzare con un getto d'acqua degli elementi di un parco giochi.
Calcola l'angolo usando le frecce rosse nello spazio in basso e, quando avrai raggiunto la misura che ti sembra giusta, prendi il numero e trascinalo sulla base dello spruzzatore. Buon divertimento!

http://lnx.sinapsi.org/wordpress/2013/01/15/insegnare-gli-angoli-spruzzando-acqua/

Un altro bellissimo gioco dal sito "Osmodi delle idee".

mercoledì 30 ottobre 2013

Riconoscere gli angoli

Ecco un gioco di primo livello per esercitarti a riconoscere gli angoli.
Via via aumenta il numero di angoli tra cui scegliere quello giusto: attenzione e guarda bene!


sabato 26 ottobre 2013

Registro on-line per i genitori

Informo che i problemi di visualizzazione del registro on-line sono dovuti a variazioni in corso sulle diverse query di accesso al database. Perciò è stata bloccata la visualizzazione dei dati. Nei primi giorni della settimana prossima dovrebbero essere completate le correzioni e riprendere il tutto a funzionare.

mercoledì 23 ottobre 2013

Owl-o-ween

Per Halloween abbiamo creato un biglietto gufo



owl - slideshow

Questa filastrocca in inglese è proprio adatta



An owl sat watching in a tree, 
Just as wise as he could be, 
Watching tricksters from door to door run, 
Trick or treating and having fun. 
After he had watched the whole scene, 
He said, "Whoo, it's Owl-o-ween!"

La sua traduzione.

Un gufo seduto in un albero,
saggio per quel che poteva essere
guardando i giocatori in giro di porta in porta
chiedendo "Dolcetto o scherzetto" e divertendosi.
Dopo aver guardato tutta la scena
egli disse: Whoo, è Owl -o- ween!"

Hall-o-ween è stato trasformato per assonanza in owl-o-ween!

giovedì 17 ottobre 2013

Angoli con la tartaruga

Per imparare gli angoli ecco un  gioco in cui bisogna scrivere il programma per far andare la tartaruga nello stagno. Per gli alunni esperti bisogna selezionare l'icona con la raggiera in basso.






link per giocare a tutto schermo:
 http://illuminations.nctm.org/tools/turtle/TurtlePond.swf

martedì 15 ottobre 2013

Non si impara solo sui libri! Noi come formiche

L'ultimo laboratorio è stato quello più movimentato. Abbiamo vissuto come delle formiche: quanto lavoro e quanta forza per animali così piccoli!


lunedì 14 ottobre 2013

Album di etutor.docenti

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Bergamoscienza - Laboratorio "Click ... e la luce fu"

Le formiche tagliafoglie

Leaf-cutter ant video

A Bergamoscienza abbiamo visto il video delle formiche tagliafoglie. Non prendono i pezzetti per mangiarli, ma per coltivare i funghi all'interno del formicaio

lunedì 7 ottobre 2013

Le stagioni

Per chi aveva fatto domande sulle stagioni, ecco un filmato un po' vintage (parola straniera, da quale lingua?, cosa significa?), ma fatto molto bene.


domenica 6 ottobre 2013

Ecco le parole arabe

Riporto qui il post citato in precedenza, per facilitare la lettura


La lingua italiana è piena di parole decisamente arabe; parole semplici, comunissime, che usiamo quotidianamente.
Queste entrarono a far parte della nostra lingua  già in epoca antichissima quando gli Arabi, più o meno dal 650 al 1100 dC, furono i nostri veri padroni, padroni del Mediterraneo.
Conquistarono un immenso territorio che si estendeva come un enorme abbraccio dai confini dell’India, attraverso l’Africa settentrionale, fino ai Pirenei.
In Italia tennero a lungo la Sicilia, crearono capisaldi sulle coste Italiane dalla Puglia alla Liguria, entrarono in Piemonte, sino alle Alpi.
E si sa che tutti i conquistatori lasciano sul terreno non solo sangue e distruzioni, ma anche costumi, usanze e linguaggi.
Però furono soprattutto i commerci che l’Italia tenne col loro mondo, praticamente da sempre, i veri responsabili dell’adozione, da parte nostra, di parole arabe.
Sin dall’epoca delle Repubbliche Marinare i nostri mercanti avevano uffici, oltre che in patria, anche in quelle terre; nei mercati e nelle “borse”, sino al secolo XIX non era l’inglese la lingua che gli imprenditori dovevano conoscere bene per gestire i loro affari, ma l’arabo.
Per questo i numeri che usiamo da sempre sono quelli cosiddetti arabi (in realtà sono sanscriti); e se dall’1 al noi usiamo per pronunciarli parole d’origine latina lo zero è, in tutto il mondo, esclusivamente loro: sifr, dal quale deriva anche la parola cifra.
Allo stesso modo tara è la tarh (detrazione); tariffa è la ta’rifa (notizia pubblicata);  gabella la qabala (parola di origine ebraica) e il tentare la fortuna attraverso la cabala per riuscire a pagarle invece voleva dire affidarsi alla qabbalah, (tradizione dell’interpretazione delle sacre scritture).
Allora, come ora, le merci venivano acquistate tramite sensali (simsar, mediatore), trasportate da facchini (faqih) in grandi fardelli (fard, uno dei due carichi del cammello) dentro magazzini (makahzin) o  fondachi (funduq, deposito) e meticolosamente inventariate su taccuini (taquim, giusta disposizione).
I genovesi furono i primi a stiparli di cotone (qutun) e di pietre quali lapislazzuli(lazuward, azzurro).
Altri, in una gara (gara’) all’importazione, prediligevano albicocche (al-barquq), carciofi(kharshuf), arance (narangia), limoni(limum), asparagi (aspanakh),  zibibbo (zabib),zucchero (sukkar) e zafferano (za’faran).
Le carovane (carwan, compagnie mercantili), ne riempivano le stive a bizzeffe (bizzaf, gran quantità); poi ogni ammiraglio (amir, capo principe della flotta), dopo una sosta indarsena (dar-sina’a, casa del mestiere) per controllare che tutto fosse a posto, dava l’ordine ai marinai di staccare le gomene (ghumal) dalle bitte dei moli e iniziare la navigazione verso casa.
Di notte, con la nuca (nukha, midollo spinale) piegata all’indietro, il comandante coi suoi strumenti osservava lo zènit (il punto della volta celeste perpendicolare alla testa di chi osserva il cielo) e studiava il nadìr (il punto opposto allo zènit).
Sferzato dallo scirocco (shuluq) e dal libeccio (lebeg), pensava alle serate tranquille trascorse a casa sua sdraiato sul divano (diwan)  giocando a scacchi (schiah) con la moglie e sorseggiando sciroppo (sharub) di ribes (ribas) e sherry (xeres), mentre i figli allegri in giardino si scatenavano in partite a volano con le racchette (rahet, palmo della mano).
Il mercante invece, in pigiama (payjamé, vestito con le gambe) sdraiato sul materasso (matrah) non riusciva a dormire.
Sorseggiando caffè (kahvè), teneva stretta a sé la valigia (valiha) degli ori, paventando l’irruzione di un ladro reso magari talmente violento dall’alcol (al-kuhl) da diventare un feroce assassino (hashishiìn, drogato di hashish).

sabato 5 ottobre 2013

Parole straniere usate abitualmente

Ieri abbiamo ricercato le parole straniere che ormai sono entrate nell'uso comune.
Abbiamo trovato tantissime parole inglese e francesi, ma anche alcune di altre lingue.
Quello che più ci ha sorpreso è che molte parole "antiche" sono di origine straniera e non lo sappiamo!


 Per le parole francesi abbiamo trovato questa bellissima pagina creata da ragazzi di prima media:

 http://franceseascuola.myblog.it/archive/2010/09/25/parole-francesi-in-uso-neella-lingua-italiana.html

Per le parole inglesi (sono tantissime) abbiamo visto le regole d'uso

http://www.mestierediscrivere.com/articolo/straniere

Ci hanno sorpreso le parole spagnole: pensavamo che club e tennis fossero di origine inglese, invece no!

E che dire di vanga, guancia, elmo ecc. che sembrano italiane e vengono dal tedesco?

Per non parlare di arancia, zucchero, zafferano, zero, cifra e moltissime altre ancora che sono di origine araba?
C'è una bella storia, che racconta tutto questo, usando le parole importate dall'arabo.

http://www.placidasignora.com/tag/parole-arabe-usate-in-italiano/

mercoledì 2 ottobre 2013